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Corriere della Sera

Il designer Paul Smith entra nel progetto moda sostenibile di Carlo III guidato da Federico Marchetti

di Enrica Roddolo

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La SMI Sustainable Markets Initiative del sovrano britannico apre a un nuovo ingresso nel circuito di aziende virtuose. Con Armani e Cucinelli

EDIMBURGO - «Felici di accogliere, per il 2026, il marchio Paul Smith nella Fashion Task Force», dice Federico Marchetti, l’italiano alla guida della fashion task force del progetto per la transizione sostenibile dell’industria, voluto da re Carlo III. E spiega come la scelta di aprire la Task Force di SMI, la Sustainable Markets Initiative del sovrano britannico, ad un solo nuovo membro ogni anno consenta di mantenere un gruppo agile e focalizzato, capace di raggiungere risultati concreti in tempi rapidi.

«L’affinità del marchio con la missione della Fashion Task Force, insieme con l’autentica volontà di affrontare le sfide della sostenibilità del settore, rappresentano i criteri fondamentali di selezione, che Paul Smith incarna pienamente – continua Marchetti -. Ringrazio sentitamente Sir Paul Smith ed Ewan Venters per la fiducia e l’entusiasmo con cui si uniscono alla Fashion Task Force».

Il brand di moda britannico entra così a far parte di un selezionato gruppo che rappresenta alcune delle più grandi eccellenze britanniche, italiane e francesi nel settore della moda di lusso. Da Armani ad Aura, Brunello Cucinelli, Burberry, Chloé, HModa, Johnstons of Elgin, Mulberry, OTB, Paul Smith, il gruppo Prada, Puig, Stella McCartney, con il patrocinio di Circular Bioeconomy Alliance (CBA), Textile Exchange e delle Camere della Moda Italiana, Francese e Britannica.

Come ha spiegato al Corriere, Marchetti, sin dal primo giorno alla guida della task force moda del progetto di re Carlo, l’impegno si concentra in particolare sull’agricoltura rigenerativa e sulla tracciabilità dei prodotti, resa accessibile al consumatore finale attraverso l’adozione del Digital Product Passport, contribuendo a promuovere una maggiore trasparenza e circolarità lungo l'intera catena del valore della moda di lusso.

E a proposito di Sir Paul, l’executive chairman della maison Ewan Venters conferma che «la sostenibilità e la trasparenza rappresentano da sempre priorità strategiche per Paul Smith e continuiamo a impegnarci nel miglioramento costante delle nostre performance in entrambi questi ambiti. Entrando a far parte della più ampia Sustainable Markets Initiative, rafforziamo il nostro impegno verso la collaborazione, l’innovazione e il cambiamento positivo in tutto il settore della moda».

A proposito di sostenibilità, l’olimpionico britannico di ginnastica Max Wittlock si esibì anni fa , vestito di un completo in pura lana dello stilista britannico, nella residenza di campagna di re Carlo, Dumfries House in Scozia, per dimostrare quanto materiali nobili, naturali, possano essere perfetti anche per l’esercizio fisico. «Proprio così, Wittlock si esibì sul tavolo del re e da sempre la mia azienda presta grande attenzione al tema green – ci ha raccontato Sir Paul -. Come azienda siamo molto attenti a riciclare materiali e oggetti che hanno avuto una vita precedente».

Nominato Sir dalla regina Elisabetta II per i suoi meriti per l’industria britannica, Paul Smith è anche Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia su proposta del presidente Sergio Mattarella «per il suo legame indissolubile con l’Italia e per il suo costante impegno nel promuoverla nel mondo della moda».

Pubblicato su corriere.it

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