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Vogue

Il Futuro e' Adesso

di Marco Morello, aprile 11, 2020

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Foto di Olaf Blecker

«Una tempesta come quella che stiamo vivendo adesso scatena cambiamenti inevitabili. Ma quando l’emergenza passa, non si torna indietro. Rimane un’onda lunga. Nella moda andrà a coincidere con un’accelerazione degli investimenti in tecnologia». Così immagina lo scenario post-coronavirus Federico Marchetti, presidente e amministratore delegato di Yoox Net-A-Porter Group, gigante del lusso online con oltre 4,2 milioni di clienti in 180 Paesi, circa un miliardo di euro di vendite annuali realizzate da smartphone, più di un miliardo di visite l’anno sulle sue destinazioni digitali.

Lo tsunami in corso spazzerà via i negozi fisici?

Al contrario, continueranno a esserci sempre. Non credevo alla loro scomparsa quando ho iniziato con Yoox e tutti dicevano che sarebbe sopravvissuto solo l’e-commerce, figuriamoci vent’anni dopo. Penso che si possa creare un connubio tra i due universi. Un’integrazione invisibile, senza confini, tra online e offline.

Come coesistono senza rivaleggiare?

Diventando un unico, perché il cliente è uno, dunque ha senso mostrargli ovunque si trovi lo stesso inventario. Ognuno di noi si porta dietro il suo storico, le sue preferenze, un pacchetto di informazioni importanti: vanno messe al servizio dei personal shopper sul “.com” e, in parallelo, degli addetti in boutique. Altro passaggio fondamentale, occorre ricordare che il cliente appassionato di moda non va su internet solo per comprare. Chiede intrattenimento. Specie in situazioni di burrasca, desidera contenuti per potersi distrarre e ispirare. Nel complesso, è una formula quasi alchemica, che funziona.

Una grande lezione di questo tempo bizzarro è che le case sono, giocoforza, finestre spalancate sul mondo dalle quali tentiamo di fare di tutto. La tecnologia può semplificare l’esperienza d’acquisto, portando il negozio a domicilio?

La risposta è sì. Lo abbiamo già fatto dentro una nostra app, tramite la realtà aumentata: Yooxmirror altro non è se non un camerino virtuale, dove i nostri utenti hanno modo di provare su di se? i capi in catalogo. Per Moncler.com, poi, abbiamo lanciato la possibilità di vedere come stanno ai piedi varie paia di sneakers. Non racconto il futuro, sta accadendo adesso.

La cronaca insegna pure che la logistica, così com’è, non riesce a reggere i picchi di domanda, che la filiera va ripensata per tornare tempestiva.

Di nuovo, la soluzione è investire in tecnologia. La maggior parte dell’evasione degli ordini nei nostri magazzini, per esempio, viene affidata a robot che vanno più forte di una Lamborghini e a un nastro trasportatore più lungo del circuito di Monza. In questo modo, ci siamo non solo trovati ad avere a disposizione un know-how utile per reggere in un periodo di shock, ma siamo anche riusciti a salvaguardare la salute dei nostri lavoratori, rimasti sempre a distanza di sicurezza tra loro.

Secondo studi autorevoli, non si tornerà alla normalità prima di parecchi mesi. È preoccupato da questa resistenza dello straordinario?

Devo dire che la notte riesco ancora a dormire. Facciamo parte del gruppo Richemont, uno dei più grandi colossi del lusso al mondo. Abbiamo alle spalle chi ci sostiene. Siamo ben piazzati perché molto diversificati. Se fossimo concentrati su un unico Paese, sarebbe complicato. La Cina sta già dando segnali di ripresa, a macchia di leopardo i vari mercati ripartiranno. Speriamo che l’Italia sia il secondo a riprendersi, e toccherà poi all’America e all’Inghilterra. Nel quadro contemporaneo, la differenziazione geografica si rivela un vantaggio enorme.

In apertura: Federico Marchetti (Ravenna, 1969) si laurea in economia alla Bocconi di Milano. Dopo un MBA alla Columbia University e un’esperienza di lavoro, anche, per Bain & Company, fonda Yoox nel 2000, diventato Ynap nel 2015 e acquisito dal colosso del lusso Richemont nel 2018. Marchetti ha dichiarato che lascerà la carica di ad mantenendo quella di presidente del gruppo.

Pubblicato in Vogue Italia.

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