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Collection of articles and interviews with Federico Marchetti
Il Sole 24 Ore
AI e Finanza è il connubio per promuovere umanesimo e PMI

Si è tenuto a Londra un convegno di alto profilo, organizzato dal Consolato Generale d’Italia e Quadrivio Group
L’intelligenza artificiale non è più solo una novità tecnologica, ma rappresenta una trasformazione profonda che sta ridefinendo il tessuto sociale, economico e operativo delle nostre vite. Questo è il messaggio principale emerso durante un convegno organizzato dal Consolato Italiano, guidato da Domenico Bellantone, e da Quadrivio Group, fondato da Alessandro Binello e Walter Ricciotti, che ha riunito esperti, imprenditori e accademici per discutere il futuro dell’AI e il suo impatto su Europa e Italia.
Quadrivio Group: investire nei trend globali
Il gruppo di private equity, con oltre 2 miliardi di euro investiti, è un pioniere: è il primo in Italia ad aver lanciato un fondo dedicato all’AI, in una fase in cui l’adozione dell’Intelligenza artificiale, in tutta Europa non solo in Italia, è ancora limitata al 5% delle aziende. Quadrivio, in collaborazione con Microsoft, mira a identificare e supportare le imprese nella trasformazione digitale, che ormai è necessaria e inevitabile. Proprio Vincenzo Esposito, ad di Microsoft Italia, ha descritto l’AI come una rivoluzione paragonabile all’elettricità o a Internet.
L’impatto dell’AI nella società e nell’economia
Federico Marchetti, fondatore di YOOX Net-a-Porter, ha condiviso la sua esperienza: dal 2016, la sua ex azienda ha impiegato l’AI per analizzare i dati dei clienti, riducendo sprechi e migliorando la sostenibilità. Marchetti ha anche evidenziato il potenziale dell’IA nel rafforzare la creatività umana, come dimostrato dal progetto “Modern Artisan”, che ha combinato dati di consumo con l’artigianato tradizionale per creare collezioni di successo.
Marchetti ha però avvertito che, nonostante l’avanzamento tecnologico, le qualità umane come l’innovazione, l’etica e l’apprezzamento della bellezza rimangono insostituibili. Il tema, centrale, dell’etica è stato il pilastro dell’intervento di Padre Benanti: l’AI, si fatto un software, sta ridefinendo il concetto di proprietà e controllo, concentrando il potere nelle mani delle aziende che gestiscono le piattaforme digitali. Oggi non conta più possedere un telefonino, anche costoso, perché il potere è nelle App dentro al telefono che non sono di proprietà del possessore del telefonino.
Benanti ha ribadito che l’etica non deve essere vista come un ostacolo all’innovazione, ma come un elemento che può creare valore e fiducia a lungo termine. William Tunstall-Pedoe, il “papà” di Alexa, il sistema vocale intelligente di Amazon, ha sottolineato l’importanza della fiducia nel costruire una tecnologia pensante.
L’AI come “figlio artificiale”
Il professor De Kai, pioniere dell’AI, ha offerto una prospettiva unica, paragonando l’IA a “figli artificiali” che apprendono dai comportamenti umani. Il guru ha avvertito che l’IA non è un semplice strumento, ma un sistema che imita e amplifica le tendenze umane, incluse quelle negative come polarizzazione e conflitti. Ha sottolineato che il vero rischio esistenziale non è la ribellione delle macchine, ma l’amplificazione delle peggiori tendenze umane.
De Kai ha concluso che ogni individuo ha la responsabilità di “educare” l’IA attraverso comportamenti digitali etici e consapevoli, poiché il modo in cui interagiamo con la tecnologia oggi influenzerà il suo sviluppo futuro.
Opportunità per l’Europa
La tavola rotonda che , introdotta da Francesca Roni, partner del fondo Lifestyle e amministratore di Quadrivio UK, ha discusso le opportunità per l’Europa nell’era dell’AI. Il professor Alberto Sangiovanni ha suggerito che l’Europa dovrebbe concentrarsi sull’applicazione dell’IA in settori come agricoltura, turismo e moda, Alastair Moore ha sostenuto che l’Europa non dovrebbe rinunciare alla competizione per lo sviluppo di modelli di IA fondamentali. Entrambi hanno concordato sull’importanza di combinare l’IA con il pensiero critico e sistemi deterministici per garantire affidabilità e sicurezza. L’accademico Robert Elliot Smith ha puntato il dito sui pregiudizi di cui anche la macchina AI soffre. Luba Manolova, dirigente per l’Europa di Microsfot, si è concentrata sul concetto di Frontier Firm, l’evoluzione a cui le aziende andranno incontro, mentre Fabio Boschi, responsabile del fondo AI di Quadrivio, ha sottolineato come nell’AI più che la tecnologia sia determinante il fattore umano, aspetto che può avvantaggiare l’Italia, la cui economia è strutturalmente composta di PMI manifatturiere.
Pubblicato su Il Sole 24 Ore